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Coordinatore: Mario Malinconico
Comitato Organizzatore: Clara Silvestre, Giovanna G. Buonocore, Andrea Bellotti Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (IPCB)

Il progetto interdipartimentale CNRxEXPO ha l’obiettivo di divulgare all’ampia audience internazionale di EXPO 2015, gli importanti risultati delle ricerche del CNR e di presentare le sfide future nella ricerca e nell’innovazione nel campo del food packaging a livello internazionale.
Proiezioni della FAO indicano che nel 2050 la produzione degli alimenti dovrà aumentare del 70% per nutrire la popolazione mondiale. Sforzi notevoli sono orientati ad aumentare la produttività. Tuttavia è egualmente importante proteggere il cibo prodotto per evitarne lo spreco durante la distribuzione dal produttore al consumatore. Spreco inaccettabile per motivi economici, etici e per l’impatto ambientale con deforestazione ed emissioni di gas serra.

La sfida è quella di realizzare nuovi materiali per l’imballaggio alimentare 
ed applicare le tecnologie emergenti per una corretta conservazione e distribuzione degli alimenti.
Il filo conduttore della giornata sarà legato alla innovazione nel rispetto della sostenibilità e sicurezza. Gli interventi delle giornata sono suddivisi in tre panel incentrati su tematiche interconnesse: le esigenze degli utilizzatori le risposte attuali delle aziende produttrici e le proposte di innovazione del mondo della ricerca. I relatori animeranno un dibattito costruttivo e interdisciplinare al quale sarà invitato a partecipare il pubblico presente.


 

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AGENDA
• Moderatore: Pietro Greco, Giornalista e Scrittore, Direttore Scienza e Società
• Saluti di benvenuto
Francesco Loreto, Direttore DISBA-CNR, Luigi Ambrosio - Direttore DSCTM-CNR
IMBALLI SPAZIALI - Umberto Guidoni, Astronauta

Panel I : Esigenze, problematiche e sfide degli End User
M. Di Molfetta, COREPLA
S. Ciafani, Vice-Presidente Lega Ambiente
G. Mocera, Federconsumatori
G. Canali, Barilla
R. Calcagni, Besana Spa
P. Lironi, Giflex
A. Sassi, Casale SpA
G. Liberati, CUG-CNR


Panel II : Materiali per l’imballaggio: aziende produttrici a confronto
Focus: Mario Malinconico, IPCB-CNR
K. Hausmann, DUPONT
M. Ficili, ENI-VERSALIS
D. Lovera, SABIC
W. Savoia, BASF
E. Fanesi, NOVAMONT
A. Marana, ECOZEMA
S. Cobror, BIOCHEMTEX
A. Mariano, SEDA


Panel III : Le frontiere della ricerca e dell’innovazione
Focus: Clara Silvestre, IPCB-CNR
S. Losio, ISMAC-CNR
G. G. Buonocore, IPCB-CNR
S. Bronco, IPCF-CNR
M. Mangiacotti, Izsfg
E. Hoekstra, JRC-EU
A. Safrany, IAEA-UNITED NATION

• Intervento Conclusivo
La ricerca al CNR e le prospettive future - Luigi Nicolais, Presidente CNR


 

FERRERO E CNR PRESENTANO IL PROGETTO SIBAFEQ. SFRUTTAMENTO INTEGRATO DI BIOMASSE ALGALI IN FILIERA ENERGETICA DI QUALITÀ - SITO ESPOSITIVO EXPO 2015, 22 OTTOBRE 2015

E' finalizzato alla realizzazione di un processo per la produzione di biomasse di diatomee marine - i più efficienti organismi fotosintetici del Pianeta - per la produzione di biocombustibili, farine algali e prodotti ad alto valore aggiunto, non in concorrenza con la filiera alimentare, il progetto SIBAFEQ è stato co-finanziato dal Ministero dell?Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) nell?ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) Ricerca e Competitività, col contributo di risorse europee del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e di risorse nazionali.

Il progetto è stato realizzato tramite la creazione di un partenariato
pubblico-privato che ha coinvolto:

  - Ferrero SpA, capofila, che ha partecipato con la struttura della Direzione Sviluppo Tecnico e Investimenti (Alba) e con lo stabilimento di Sant'Angelo dei Lombardi (AV), sito in Campania, una delle regioni previste
  dal PON Ricerca e Competitività per l?obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia)
  - Consiglio Nazionale delle Ricerche - Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali - Istituto di Chimica Biomolecolare di Pozzuoli (NA) (CNR-ICB)
  - SEPE Costruzioni (NA), PMI fornitore di Ferrero per gli stabilimenti del Sud.

Il progetto si chiuderà entro dicembre 2015 e ha già ottenuto risultati molto buoni, che saranno illustrati in forma divulgativa nel corso della conferenza. Un evento accademico di contenuto più specialistico e dettagliato avrà altresì luogo in Campania (regione di convergenza del FESR) entro la fine del progetto.

Le biomasse ottenute dalla coltivazione massiva di microalghe costituiscono una materia prima per la produzione di ingredienti alimentari, oli omega-3, biocarburanti e composti ad alto valore nutrizionale e salutistico. I promettenti risultati del progetto delineano nuovi scenari per applicazioni alimentari, nutraceutiche ed energetiche, introducendo in Italia la possibilità di produzione industriale, attualmente prerogativa esclusiva di poche aziende, per lo più americane.

*Sintesi del progetto*

Il plancton costituisce uno dei grandi motori della Terra. I microscopici organismi che lo compongono assorbono quasi un terzo dell'anidride carbonica globale e sono alla base della catena alimentare marina, fornendo direttamente o indirettamente sostentamento a tutti gli organismi che vivono nei mari e negli oceani.

Nel progetto le diatomee, la principale componente biologica del plancton, sono state selezionate per la possibilità di utilizzare anidride carbonica e produrre sia biocarburanti sia farine e paste algali ricche in proteine, carboidrati ed acidi grassi omega 3. Gli studi condotti indicano la possibilità di ottenere 100 tonnellate di biomassa secca da una superficie pari a quella di un campo di calcio utilizzando impianti con fotobioreattori tubulari. Da queste biomasse si possono ottenere quantità di biocarburanti (oli combustibili o biodiesel) da 10 a 20 volte superiori alle produzioni con piante oleaginose in Italia.

La crescita delle diatomee nei fotobioreattori è possibile su qualunque superficie e di conseguenza non è in competizione con le normali produzioni agricole.  Utilizzando gli stessi impianti è possibile variare la composizione delle biomasse microalgali, indirizzando la produzione verso prodotti diversi, incluso farine ricche in proteine, oli ad lato contenuto in omega3 e zuccheri solubili, oppure ingredienti di alto valore funzionale e nutrizionale come oli vegetali ricchi in antiossidanti ed acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi. Come tutti i processi fotosintetici, la coltivazione delle alghe è associata alla fissazione di anidride carbonica e richiede un consumo di acqua drasticamente minore rispetto a coltivazioni tradizionali.

Il progetto ha visto coinvolti più di quindici ricercatori, la maggior parte con un'età inferiore ai 35 anni, e ha realizzato ex novo una tecnologia flessibile ed economica per la produzione delle microalghe e dei prodotti microalgali. Tra gli altri risultati, è stato realizzato un processo di trattamento enzimatico delle paste algali per favorire il rilascio dei componenti ed è stata sperimentata la trasformazione dei residui idrosolubili della lavorazione delle micro-alghe per la produzione di idrogeno e acido lattico attraverso un processo microbiologico brevettato.

 Nel sito di Palomonte in provincia di Salerno e nello stabilimento Ferrero di Sant'Angelo Dei Lombardi, è installato un prototipo di impianto, che a fine progetto raggiungerà circa 20 mila litri di coltura, destinato alla sperimentazione e produzione in campo delle microalghe e un processo tecnologicamente avanzato per la trasformazione delle biomasse.

 

Visualizza il Video (da Almanacco della Scienza CNR)


SEGRETERIA ORGANIZZATIVA FERRERO
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